giovedì 31 ottobre 2013

Il falcone della foresta

Alcuni dicono che si tratti del falco della foresta,  altri del falco della morte. Per carita', lo sanno tutti che sono specie diverse... Comunque, la storia e' questa.
Quattro-cinque della mattina. Albeggia appena. Mi sveglio al rumore di un animale sconosciuto, mai sentito prima in tutte queste settimane. Un  richiamo forte, prolungato e a più riprese. Tutta contenta mi faccio il mio filmino mentale: una nuova voce nella foresta,  la stagione che cambia, il bosco canta, ecc ecc. A colazione comincio a tormentare i ranger per idenificare l' animale E vengo a sapere che a chiamare e' stato un falcone del  bosco. O forse un falcone della morte,  protagonista di una leggenda degna di tale nome.
Ai tempi dell'invasione spagnola i nativi mandavano delle vedette in cima alle montagne a controllare  l'arrivo delle navi dei conquistadores. Per segnalare a distanza  l'arrivo del nemico avevano scelto proprio il richiamo del falco. Una notte però gli spagnoli sbarcarono prima, catturarono e uccisero una sentinella. Quella notte, pare, fu un vero falcone ad avvertire la popolazione degli invasori. Da allora i nativi si tramandano che l'urlo di questo uccello annunci la morte di qualcuno entro pochi giorni. Direi che leggende (o superstizioni) come questa si trovano in  tutte le culture popolari, opportunamente adattate a latitudini e longitudini. Però, inutile  dire che il mio romantico entusiasmo si è abbastanza ridimensionato. Il falco portasfiga, no, suvvia...




Orchidea

Mattina e pomeriggio. La natura qui si da parecchio da fare...

mercoledì 30 ottobre 2013

Amici pluviali 13

Be' queste non sono tanto amiche. È un nido di vespe gigante proprio al lato della strada. Anche i locali hanno detto di non averne visto mai uno tanto grande. Sulla destra abita un grappolo di grilloni si quali le vespe fanno ( pare) da body guards. 

Due conti



Costarica viene spesso considerato nell'immaginario collettivo una specie di eldorado per inventarsi una nuova vita o per trascorrere alla grande gli anni della pensione. Ormai sono qui da quasi due mesi e posso dire che, sebbene non sia un paese proprio così a buon mercato, il rapporto qualità prezzo e' sicuramente favorevole. 
 Comprare casa in un bel posto sul mare può essere davvero un affare. Si vendono ville con quattro camere da letto e quattro bagni, giardino e piscina per 800mila dollari, più o meno. Per mangiare un tico medio calcola per la famiglia (4-5 persone) 100 dollari al mese su uno stipendio tra gli 800 e i 1000 dollari. Certo, e' tutto un riso e fagioli, qualche banana e frutta di stagione, ma diciamo che è una dieta bilanciata.... In ogni caso, una soda (trattoria locale) offre un pasto con pollo riso e fagioli a 5 dollari. La papaya, venduta in Italia a peso d'oro, qui ovviamente costa meno di un dollaro al kilo. 
Salendo di livello, per un bel filetto alto, contorni e birra si spendono 20 dollari mediamente. L'acqua e' cara, un dollaro e 50 per la bottiglietta piccola, ma considerando che in Costarica ovunque e' potabile quella del rubinetto, se ne fa tranquillamente a meno. Io bevo acqua corrente da quando sono qui. All'inizio attingevo con cura dal distributore con il bottiglione di plastica stile sala di attesa,  ma poi ho scoperto che il medesimo bottiglione non veniva dal supermercato ma, appunto, dal rubinetto, quindi sono andata direttamente alla fonte... Mai modo di dire fu più appropriato...:) 
Il caffè ha un prezzo europeo ma basso, un dollaro. Una birra Imperial (locale, buona) costa 2 dollari. Prezzi non proponibili per vini altrettanto improponibili. 
Anche per spostarsi si può spendere pcchissimo. La benzina non è a buon mercato, 1dollaro e mezzo al litro. Meglio i mezzi pubblici.  Il tragitto medio in città in taxi costa 2 dollari. Gli autobus hanno prezzi proletari e i biglietti vanno a kilometro. Si parte da un dollaro  per un percorso di 20 km ( barra Honda-Nicoya per esempio) fino ai 5 dollari di un Nicoya-Liberia: un centinaio di km con un centinaio di fermate. Chiunque salga dichiara la sua destinazione e il conducente fa il biglietto. Una volta c'è stato uno che ha 'barato' e l'autista non lo ha fatto scendere finché non ha saldato il conto. Come abbia fatto a individuarlo non saprei proprio: ci saranno venti persone che salgono e scendono a ogni fermata.... Ovvio che trasporti più lussuosi hanno prezzi diversi. Però affittare un bel range rover in ottime condizioni con autista dal parco di ostional fino a Nicoya, un centinaio di chilometri di sterrati improponibili con buche fonde e l'imprevisto sempre a portata di mani, , è costato 100 dollari. Non è impossibile. 
Per l'alloggio sono ferrata solo in ostelli e piccolissimi hotel. Il prezzo e' 10 dollari a persona in stanze da tre o quattro con o senza bagno. Picco minimo 8 dollari, massimo 15 ma in città, in un posto carino e lussuosa stanza da due.
Quasi tutto e' contrattabile. Anzi, spesso si 'autocontrattano': fanno un prezzo, poi senza aspettare la risposta tolgono anche un 20 per cento e se tu non reagisci tagliano ancora da soli. Avrei potuto avere a prezzo stracciato cose che non volevo. 
Discorso a parte le escursioni organizzate proprio per i turisti. Quelle ti levano la pelle. Senza sconti. 
 Le gite partono da 25 dollari, anche la immersione nella caverna Terciopelo qui a Barra Honda. 
A Monteverde per meno di 60 dollari non si va nemmeno a fare la passeggiata nel bosco. Quando si dice senso degli affari. 




lunedì 28 ottobre 2013

I cacciatori di virilità



Tra i risvolti barbari del mondo delle tartarughe, c'è l'antica superstizione che le uova giovino grandemente alla virilità. Una credenza che mette sulle spiagge ogni anno centinaia di maschi insicuri. Di notte rubano -o fanno rubare- le uova per poi trangugiarle con il casiche, l'equivalente nazionale della tequila.  Pare non sia infrequente, nella stagione adatta, che questo 'cocktail della virilità' (cosiddetta) sia perfino servito nei bar. 
Il problema e' così diffuso che e' considerato tra le cause che mettono repentaglio la sopravvivenza di alcune specie.Tanto che il governo ha promosso una specie di pubblicità progresso per scoraggiare i cacciatori di virilità. C'è una tartaruga cartoon che mostra una compressa di viagra e avverte: 'ehi, non sono io la soluzione!!!'. 
Nella speranza che la ovvietà prima o poi si faccia strada... 

ps caso diverso e' la raccolta controllata dal governo su alcune spiagge dove altrimenti ci sarebbe sovrappopolazione. In questi posti gli abitanti sono riuniti in cooperative e usano canali ufficiali. L'obiettivo, per me, resta comunque discutibile. 

domenica 27 ottobre 2013

L'arrivata


L'emozione perfetta



Una emozione perfetta. La felicita' pura. Parlo della 'arribada', il
Momento in cui le tartarughe concludono il loro viaggio dal
Messico per  depositare le uova su alcune spiagge del Costarica, tra settembre e ottobre. Le vedi da lontano. Centinaia di teste tra le onde. Poi escono sul bagnasciuga e si avviano lentamente al parto. Avanzano poco per volta, si fermano e controllano che sia tutto a posto. Poi via di nuovo qualche metro fino al posto giusto. Non hanno un'aria felice, loro. Piuttosto trasmettono ineluttabilità primordiale.
 Con le zampe posteriori vanno come ruspe a scavare il nido, che deve essere profondo 45 centimetri. È affascinante vedere come le zampe si muovono in sincronia, una scava mette l'altra posa la sabbia di lato. La faccia e' impassibile, nel momento in cui snocciolano  i loro (circa) cento ovetti dalla consistenza e della dimensione di palline  da ping pong, sono impermeabili  a tutto. Solo una lieve contrazione delle zampe fa intuire il parto, che ovviamente avviene in grappoli successivi. Depositano sia di notte che di giorno. Per partorire bisogna avere almeno 15 anni. 
Alcune madri non si allontanano troppo dalla risacca e l'alta marea sommergerà i loro nidi, uccidendo tutti i piccolini prima di nascere. Le uova  dopo 8 ore hanno già un piccolo rostro e non devono più cambiare posizione per i successivi 45 giorni, fino alla schiusa. 
Seguire il processo di notte significa una passeggiata a luci rosse ( le bianche disturbano le puerpere, solo i controllori della spiaggia mandano sciabolate nel buio) con uno sconosciuto che si professa guida. Tutta la spiaggia e' punteggiata da queste luci rosse mentre i carapaci sono fosforescenti. 
A Ostional la  sopravvivenza e' molto bassa, circa il 40 per cento mentre altrove si fa meglio, fino all'80. Qui ci sono gli avvoltoi e i cani che predano, la spiaggia e' cosparsa da  migliaia di gusci distrutti.
Se la notte ha il suo perché, il sole rende tutto meraviglioso. All'alba centinaia di piccolissime tartarughe escono dal guscio e infallibilmente si dirigono al mare. La schiuma le sommerge e prendono il largo. Perfino una cinica come me si sente il groppo in gola. La sabbia quasi nera e'  letteralmente coperta di tartarughe che lasciano la loro scia per entrare e uscire dal mare ,scavano, depongono le loro uova e tornano in acqua da' la sensazione di un rito.  Le persone a guardare non sono tante e c'è davvero la possibilità di emozionarsi. 
Comunque, mai come  in questo caso le parole non sono utili. Meglio le foto. 

Ostional avventura con psicodramma collettivo



Questa e' una vera avventura nel profondo Costarica. E senza rete.  Ostional e'  una delle spiagge più famose per la arrivada delle tartarughe. Centinaia si danno convegno di notte solo in questo periodo e depongono le uova. Il posto e' ancora assolutamente privo di attrezzatura per il turismo: quattro casette in croce, pochissime stanze un paio di ristoranti che servono piatti unici. Già per arrivare, una avventura. L'impareggiabile pulmino di Moncho e' rimasto bloccato  in un guado (i ponti sono di la da venire), quindi 'scendi nell'acqua marrone  e spingi'. Due volte, grazie. Sotto la pioggia. Calda per fortuna. 
Arrivati al cosiddetto paese le fazioni tra quelli che volevano vedere le tartarughe e chi voleva solo  go party si sono arroccate. Il clima si è fatto pesante. A un certo punto, mi è venuto in mente di scendere per vedere se in un certo hotel ci fossero stanze.  (No naturalmente). T orno dopo circa due minuti e trovo la strada (sterrata e fangosa) vuota. Del van nessuna traccia. Pioggia a catinelle. Altri segni di vita:  nessuno. Numeri di telefono utili: nessuno. Idee: nessuna. Mi lascio stranire dagli eventi e cammino più che nervosamente con le gambe inzaccherate ormai al ginocchio. Si, vabbe',ovvio che non sono partiti ma intanto io sono nella pioggia senza riferimenti. Dopo un noioso quarto d'ora ecco il van riapparire all orizzonte. Diciamo  che ho espresso alcuni concetti in spagnolo (ove possibile) e altri in italiano (meglio, molto meglio per tutti).  Ometto le motivazioni addotte perché non rilevanti e nemmeno divertenti. E ho scoperto la potenza del 'no intiendo' per troncare.
Poco dopo la squadra party prende la palla e decide di partire per la prima cittadina con gli optional richiesti. La squadra avversaria rigetta il ricatto, smonta gli zaini e sdegnosa affronta una improbabile situazione: nessuna stanza disponibile in tutto il villaggio, ne' bus per andare in alcun posto. Unica soluzione, bussare di casa in casa, gia' adottato da altri illustri in passato. Comincia così una specie di gioco  dell'oca che alla fine ci porta in una tenda montata per noi sotto la tettoia di una casetta di una famigliola 'mulino bianco' del centramerica. 
Ma le tartarughe, di notte e di giorno, hanno restituito una felicità assoluta. 




sabato 26 ottobre 2013

venerdì 25 ottobre 2013

Amici pluviali 12

Serpentello nella notte
Gruppo di caterpillar. Sono nove e viaggiano in carovana 

Arredatori di foreste

Precisione e senso estetico, talenti indispensabili per la foresta. Sembrerebbe.  Certo io non sono una persona precisa precisa però mi capita di provare un misto di ammirazione  e irritazione per la accuratezza con cui vengono svolti i  progetti nella foresta.  Talvolta più che ingegneri ambientali  sembrano 'arredatori di foreste'. Mi spiego: l'attenzione al dettaglio e' estrema, ogni cosa deve essere precisamente al suo posto e in equilibrio, anche estetico, se vogliamo. I centimetri paiono il sale della vita. 
Ieri siamo stati in montagna per il progetto di censimento degli alberi.  Si trattava questa volta di tirare giù il quadrato di 100 metri x 100 nella foresta  nel quale poi lavorare sulle parcelle. Niente gps, per carità, 'non è preciso abbastanza'. Si fa tutto a mano con bussola e compasso. Ogni linea dal 100 metri si traccia di 20 metri in 20. La lentezza e' esasperante. Ogni singolo elemento, albero, roccia, cespuglio viene valutato come parte essenziale dell'arredo, appunto. Spostano e  rispostano. Contemplano anche. 
Per definire il quadrato ci abbiamo messo 5 ore. A lavoro compiuto c'era un errore di 5 metri. A parte le facce disperate che neanche fossero caduti tutti i paletti, hanno ricominciato completamente da capo. Senza nemmeno una di quelle piccole forzature (spostare i paletti fischiettando, per esempio?cosa vuoi che siano 5 metri in un ettaro ) che migliorano la qualità della vita. Alla fine l'errore definito a malincuore 'accettabile' era di 50 cm.
Stesso atteggiamento con l'altezza delle reti per le farfalle. Non possono essere a 2.3 o 4.2 metri da terra. No,no: a 2,4,6 metri esattamente!!!! Non importa se c'è lo scarupo, si smonta la trampa e si rimonta un po' più in la. E che dire dei nodi? Se non sono bilanciati vanno rifatti!
Estetica applicata alle foreste. 

N.b. Arredatori di foreste e' una  Espressione mutuata dalla mia amica Antonella  che dopo alcune visite  al supermercato insieme al marito lo ha definito 'arredatore di carrelli'. Ironia superba e delicatissima. 




mercoledì 23 ottobre 2013

Le insidie del bucato

Tra le oggettive difficoltà della vita da parco nazionale c'è la questione bucato. Ora, il problema principale  e' chiarissimo: una sola lavatrice per tutti, volontari e ranger. Dunque, sovente inaccessibile.  E la macchina non è che proprio si produca nel bianco più bianco.  Lo sporco della foresta e' un avversario coriaceo, ma con quella lavatrice e' un po' combattere il leopardo  a mani nude.
La macchina e' 'a cielo aperto', un modello mai visto nel resto del mondo. Cioè: il bucato si carica dall'alto nella vasca e si butta una quantità x di sapone. Ma il coperchio non e' previsto. Poi si avvia  per  un tempo standard di 12 minuti. io,  se posso baro e la faccio andare due volte con acqua  nuova ,perché è evidente che in 12 minuti oltre un grigiolino o marroncino non si va.  Però, volendo, si può sempre 'aiutare' la lavatrice immergendo le mani nel cestello rotante manontroppo  e dare colpetti di incoraggiamento ai capi più bisognosi. Non so francamente come pensarla con tutta quella roba su acqua e elettricità che ci hanno insegnato al liceo... In più c'è spesso L'immancabile noncurante che mette a lavare e se ne va lasciando i panni  muffire, ma soprattutto bloccando la fila anche per intere mattinate.
Comunque, superato questo primo passo, si risciacqua a mano e si centrifuga per 5 minuti in un apposito cestello. Questo funziona. 
Per l'asciugatura la lotta e' a coltelli. Infatti la asciugatrice ci mette tempi epici e affidarsi al sole e' una scommessa, visto che piove a sorpresa e con tutti i sentimenti. Se sei in montagna, come e' ampiamente possibile, e piove, fallimento su tutta la linea. al ritorno si riparte  dal via, ostacoli e handicap compresi. 
In realtà ci sarebbe anche una specie di tettoia per stendere  ma  è all'incirca un metro x due.Contiene già
  magliette come  reperti archeologici e calzini spaiati fossili. Vabbe', la giungla riserva avventure anche inaspettate :) 

martedì 22 ottobre 2013

Orme

Orma di leopardo rilevata da me personalmente nella foresta. Precisamente si tratta di un ocelot, leopardo piccolo che vive da queste parti.A seguire le orme del coyote. La differenza, come tutti sanno, e' nelle unghie. I coyote ce le hanno, i leopardi no. 

Costarica, nuova isola dei Caraibi

La notizia non e' nuovissima, ma il punto di vista e ' singolare. Costarica potrebbe diventare un'isola. Già già. Iperbole ma fino a un certo punto . Qui se ne parla abbastanza, tra il serissimo e il faceto. Tutto nasce  dalla idea di creare un  gemello canale di Panama in modo da non dover dipendere dai panamensi e soprattutto dai loro 'accoliti'. Proposta rivolta prima  a Costarica che avrebbe dovuto 'tagliare' ai bordi nord. Sempre ammodino, Costarica ha rifiutato. Così la possibilità e' stata girata al cafonissimo Nicaragua, che ha subito accettato. E, la raccontano qui, ha proceduto in primis con l'appropriarsi delle terre del Costarica necessarie per far partire il progetto. Poi avanti a colpi di machete e non solo. Tanto Costarica, come e' noto, non ha esercito e non sa come difendersi. Pare però che adesso ci siano volontari ai confini a armati di tutto punto: cartelli, striscioni, bandiere. Cose pericolose, insomma. C'è anche una richiesta di intervento all'ONU, ma si sa, i tempi internazionali sono quelli che sono. 
La guerra con il Nicaragua prevede nel frattempo demolizione reciproca di immagine. Le due popolazioni si detestano senza complessi.  Ne farei compost per il bio garden, dicono i ranger. Figuriamoci. Ecologici anche nell'insulto.
Le rivalita' si sfogano anche nello sport. Il tifo calcistico e' violentissimo : Costarica best ever. A ogni partita per la qualificazione alla coppa del mondo  le urla dei ranger sovrastano quelle delle scimmie della foresta (che sono urlatrici per definizione e pure molte di più). 
Intanto il progetto canale veleggia senza alcun appiglio legale  e i ticos la prendono con sense of humour : stai a vedere che tra un po' diventiamo un'isola... 
Ps ovviamente  le notizie 'vere' sul canale del Nicaragua sono facilmente reperibili altrove. Questi sono solo dettagli di realtà locale. Bar, autobus,  fila al supermercato... 



Rincon de la vieha, hobbit e vulcani


Ancora un week end naturalistico. Parco nazionale di Rincon   de la vieha.   Dove si passa dalla foresta primaria,tronchi coperti di muschio, radici gigantesche e contorte indescrivibilmente, funghi e licheni,  alla savana con pozze vulcaniche e misteriosi fumi che non bruciano. Un posto per  il signore degli anelli, nani e hobbit. In piu' si intravedono piccoli  animali che si comportano come  folletti, solo  ombre nel sottobosco, con la luce del sole che fa i dispetti e mescola realtà e illusione ottica. Si tratta invece di 'comunissimi' coati, agouti e compagnia bella ... 
La cascata e' autorevole e il vulcancito, se non si muore per le esalazioni di zolfo che sembra di stare a Tivoli, pure ha qualcosa da dire.  La parte  davvero curiosa e' che dalla piu' profonda foresta in men che  non si dica  si passa alla savana. Pietre, erba secca, caldo torrido, sole equatoriale. Io non saprei nemmeno dire come e quando è successo... 
Proprio per via delle pozze vulcaniche e del fango incandescente i controlli sono stretti. 
Per arrivare si supera una specie di dogana dove due gabellieri chiedono 700 colones di dazio. Mi aspettavo quasi che pronunciassero il fatidico 'un fiorino'... Inconveniente del primo giorno: due turisti dispersi dal pomeriggio precedente. Auto nel patcheggio e di loro nessuna traccia. Poiche' le cronache parlano di in canadesi inghiottito anni fa, parco chiuso, un vorticare di telefonate e tutti i ranger impegnati nella ricerca. Marcia indietro, tutto rimandato al giorno dopo.  naturalmente, come io avevo cinicamente vaticinato,  i due erano usciti senza farsi notare e avevano passato una splendida serata nel 5 stelle accanto... Quindi, una baraonda notevole... ma un controllino negli hotel dei dintorni, no eh? 




Sfumature


Ecologia, tabelline e gallo pinto



Obiettivo: conquistare per Barra Honda la bandiera blu per l'educazione ambientale. Il progetto va avanti da  5 mesi, in tre scuole del vicinato, una volta a settimana. Io ho assistito  al test conclusivo, con quiz e premi e immancabile foto di gruppo finale. 
I ragazzini hanno tra gli otto e i dieci anni. Qui, soprattutto in campagna le  Classi raggruppano alunni di età diverse. Tutti vestono le Uniformi bianche e blu, che sono a carico dei genitori. La scuola più povera che ho visitato, a rischio chiusura per le condizioni fatiscenti, include nell'aula anche la mensa e l'angolo cucina. Gallo pinto e tabelline. 
 I ranger del parco stanno cercando di migliorarne la situazione ma come sempre i fondi scarseggiano. 
 I ragazzi comunque dimostrano grande entusiasmo e preparazione. I test, organizzati in piccole squadre, sono andati benissimo. Nessun gruppo e' sceso sotto i 12/15. Spiega Macho, ideatore e responsabile di questo progetto:  "se sensibilizziamo i ragazzini, a loro volta parleranno con i genitori e quando saranno genitori spiegheranno ai loro figli. A me, il progetto di educazione ambientale seguito quando ero a scuola ha cambiato la vita. Allora ho pensato di diventare ingegnere ambientale e così ho trovato la mia strada'. 
Macho fa una relazione con tutti i risultati raccolti e la manda al ministero nella speranza di ottenere fondi.Tutto il mondo e' paese? Direi di no: qui le cose intanto le fanno. I soldi li ha anticipati Macho di tasca sua. E non è un principe in incognito. 

sabato 19 ottobre 2013

Amici pluviali 11

Basilischi. È vero stanno fermi fermi. Sono una meraviglia della natura. 

Faziosa e avvelenata

La foresta pluviale senza internet si macchia di scontro ideologico. E avvelena i pozzi.
Infatti pian piano e' sempre più chiaro che non è che a BarraHonda  non ci sia la connessione ma è considerato politicamente scorretto che la abbiano i volontari. "Il nostro governo paga per internet perché loro devono averlo gratis? Sono qui per lavorare, non ne hanno bisogno" insorge il pasdaran di turno. 
E non serve a niente spiegare che il wifi ormai e' nella vita di tutti e che questa guerra sono destinati a perderla nel giro massimo di un anno. Come tutte le guerre di religione rende ciechi i seguaci. 
Il problema e' di  elementare  complessità, ma davvero non credevo che chiedere la connessione potesse essere ancora considerato rivoluzionario e nello stesso tempo spazzatura occidentale frutto di consumismo (ovviamente bieco). 
Mi trovo a dovermi giustificare per voler avere notizie di mia figlia e mi fanno la proposta di sottoscrivere un contratto internet locale per un anno... "Noi facciamo così", alzano le spalle. 
Direi che si tratta di una forma paleolitica di ecologismo  che si credeva estinta e  che scambia progresso con consumismo. 
Anche le proposte di mediazione che con l'alto senso di diplomazia che mi è proprio  ho tirato fuori (necessità aguzza ingegno ...)  si sono infrante almeno per ora sul muro anti tecnologia. Va da se' che tutti i ranger sottobanco mi offrono la loro password, ma è o non è un questione di principio? 
Tra i sintomi da carenza di internet: vertigini, disorientamento,  senso di vuoto e/o di perdita , ansia (da notizie). Poi ce ne sono anche un sacco di altri,  ma minori e più rari,  per ipocondriaci. Cura consigliata: week end away
😳😳😳

Il bar di Manuel

Il bar di Manuel e' l'istituzione sociale del circondario di Barra Honda. Tappa obbligatoria per chi resta nel parco il week end, e' anche il posto dove si celebrano tutti gli avvenimenti. Compleanni, addii ( qui frequenti con il via vai che c'è) fidanzamenti, buone o cattive giornate, vittorie e sconfitte sportive.
Manuel e' un tico alto e grosso. E ha una ombra,  suo figlio dieci anni che lo segue ovunque e ne ricalca abitudini e orari. Al bar la sera fino a tardi, il pomeriggio su al parco a prendere il pastone degli avanzi per gli animali. Tutti e due sempre sorridenti. 
Il suo locale spiazza, arredato com'è con tutti residuati del vecchio west. 
 Ci sono poi i poster con le pin up anni '60, i tavoli e gli sgabelli in finto tronco. L'immancabile  cartello 'non si fa credito' qui ha un significato immediato: non si fa credito nemmeno un momento, nemmeno un secondo. Il passaggio birra-denaro deve essere ogni volta contestuale. Una birra, mille colones. Sull'unghia.
Poiché generalmente ognuno paga per se' il movimento di soldi e' fluido e continuo. Sembra inesauribile la riserva di Manuel di monete e banconote di piccolo taglio indispensabili per il buon andamento di affari  a tale brevissimo termine. In compenso Manuel non si fossilizza e accetta dollari e euro come colones. 
La musica e' esclusivamente salsa samba e merengue o altre sudamericanate che peraltro loro ballano tutti benissimo. Prontamente rimpiazzata, all'occasione, dalla telecronaca di qualche partita, trasmessa da un roboante televisore con tubo catodico. 
Alle serate danzanti, annunciate con giorni di anticipo, si vedono le migliori creazioni-moda che l'area possa offrire.  Le persone diventano irriconoscibili e sfoggiano inaspettate maniere da mignolo alzato. 
L'orario di apertura e' di difficile decrittazione: se Manuel si annoia o ha da fare chiude. E se piove come si deve anche. 
Durante il giorno Manuel offre una bella piscina, ben tenuta con qualche (sgangherato) lettino in plastica bianca. Ogni volta , versato l'obolo, la raccomandazione  da cinque stelle: fate la  doccia prima di entrare in vasca. 
Da fonti varie, però, ho saputo che tutto ciò potrebbe finire, presto o tardi. Manuel infatti vorrebbe vendere l'attività. Per la simbolica cifra di  un milione di dollari.... 

venerdì 18 ottobre 2013

Amici pluviali 10

Lui è il più bello di tutti. L'ho incontrato in una passeggiata notturna e l'ho amato.