lunedì 25 novembre 2013

The shit machine


In realtà e' un biodigestor, ma quando me l'hanno presentato l'ho ribattezzato the shit machine e ormai e' entrato nell'uso comune. Scherzi a parte, il progetto e' interessante. Ed e' il primo di questo tipo in un parco nazionale in Costarica. E qui si sentono davvero pionieri. L'obiettivo più ambizioso e' conquistare la bandiera blu che testimonia l'eccellenza ambientale. Quello minimo e' ottenere acqua pulita dai rifiuti organici del campo. Il verdetto tra un anno, quando il governo verrà a 'fare gli esami'. Il progetto costa circa 6mila dollari e a Barra Honda ci lavorano dal 2012,  staff e volontari, senza i quali altro che 6mila dollari...
Non entro nel merito. A me lo hanno raccontato così. 
In pratica,  l'acqua usata in cucina e tutto ciò  che esce dai nove bagni, più o meno 2 mila litri al giorno,  vengono convogliati in questa macchina. L'odore e' veramente pesante. Un misto di gas e cacca che stordisce. E nemmeno ci si  abitua visto che arriva in gola a folate, quando meno te lo aspetti. Il processo e' un po' macchinoso,  comincia con un filtro 'a monte' che separa materia organica e acqua. Nel biodigestor, che si presenta come un preservativo gigante,  ci sono batteri che decompongono la materia organica e puliscono l'acqua. C'è quindi una fermentazione e si produce gas. in teoria questo dovrebbe essere usato in cucina ma per ora non c'è abbastanza materia prima, perché per dirla senza perifrasi con Jose' Mario, che e' padre dell'esperimento, 'gli uomini non sono come i maiali o le  mucche e non producono abbastanza cacca'.
  Per cui, per ora ci si  limita a ripulire  l'acqua. In questo momento il contributo dei volontari e' scavare un fossato tutto intorno al biogarden. Adesso so esattamente come si sentono i forzati  che vengono mandati a scavare. Una fatica esagerata, bisogna impugnare fermamente tutta la determinazione possibile.
Il fossato sarà poi foderato di plastica per renderlo impermeabile e riempito con rocce da grandi a piccole e sopra saranno piantate le eliconie. Le loro radici si nutrono della materia organica e la separano  dall'acqua che viene quindi ripulita e sarà usata per irrigare i campi circostanti e il vivaio appositamente impiantato  e nutrire gli animali. 
La strada e ancora lunga, il progetto 
non è affatto completato come dimostrano le continue analisi sulle acque ancora negative. In attesa di tempi migliori l'acqua se ne va per la foresta. 

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