sabato 11 aprile 2015

Il Giardino dei Tarocchi



Un pomeriggio insolito in un posto solito. Capalbio ha, diciamo, caratteristiche ben precise e consolidate. Bello, bellissimo, ma di certo non sorprendente. A quel bagliore del Giardino dei Tarocchi, mi sono abituata dalla prima ora in questa zona. Appare e scompare sulla collina, colorato nel verde. Da lontano pare un po' una forzatura nel bosco. Ho sempre pensato 'vabbè poi lo vedrò, ma non è proprio necessario'. Mi ci sono avvicinata solo oggi, complice una giornata scarsamente marittima. 


Ecco, con i borghi e la filosofia locale non c'entra niente. Costa pure parecchio, 12 euro per un fazzoletto in collina che, anche volendo, più di un'ora non ci stai. Però, però. Comunque vadano, le storie di donne sono sempre eccentriche e interessanti. Questa Niki de Saint Phalle ha creato una illusione ottica, migliaia di specchi che si rimandano sorrisi, accuse, realtà e sciocchezze, alti e bassi. Questo giardino di vegetazione locale ha accolto l'innesto della follia allegra con centenaria saggezza. Insomma, un bosco toscano che si rispetti non si scompone per una scapigliata signora invadente. Piuttosto la valorizza. Così accade al Giardino dei Tarocchi. L'erede di Gaudì ha inventato una cosa che sarebbe piaciuta a Lewis Carroll.


 Nei tarocchi maggiori piazzati qui, vivrebbero felici la Regina di cuori, il Bianconiglio e Alice, pronta a ingrandire e rimpicciolire a piacimento del contorno. Entrare in quelle stanze, immagini riflesse all'infinito, fa effetto Paese delle meraviglie. In salsa '900, con tanto di lavastoviglie nella immaginifica cucina e doccia scrosciante sempre a forma di drago. E non importa, anzi, se alcuni pezzi non sono finiti, il cemento grigio ammonisce della caducità delle ambizioni calorate. 




Resta però il fatto che questo buffo posto sprigiona personalità. E, mi pare, si tiene la sua forza a prescindere. 
Insomma, metto le foto, che sono più divertenti delle chiacchiere. 





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