domenica 1 novembre 2015

La raccolta delle olive



Da sempre ho desiderato partecipare  a una raccolta delle olive, ma, chissà com'è, i casi della vita mi ci avevano sempre tenuto lontana. Invece ecco la perfetta domenica capalbiese a regalarmi lo sfizio. Sui 400 ulivi di Claudio e Linda, in una mattinata ne abbiamo liberati solo tre, ma che soddisfazione! La giornata meravigliosa, cielo blu senza compromessi e sole netto. Le olive vengono giù sulla rete a grappoli, ramo dopo ramo, rotolano in tutti i colori, dal verde acido al nero e formano rivoli.
 


È sorprendente vedere certi piccoletti con quattro rametti striminziti sfoderare olive panciute e tronfie. Quasi da tagliare a fette. Le pulci hanno la tosse, direbbe mia nonna. 





Bello il lavoro di squadra, fondamentale nei lavori di campagna. Insieme si stendono le reti, si snocciolano gli alberi, ci si aiuta con i rami più alti, con i frutti dispettosi che si nascondono dietro le foglie e ridono dei raccoglitori della domenica. E poi l'entusiasmo di riordinare il raccolto nelle cassette. Le olive, diciamolo, sono bellissime. A vedersi come da mangiare. 
Dá gusto portarle al frantoio, in piena attività h24 nelle giornate decisive. I passaggi della metamorfosi sono tutti a vista. Il profumo dell'olio nuovo satura aria e papille. Pare di sentirlo già sulla bruschetta, ancora verde verde e pizzicante. Diventerà giallo più avanti nel suo cammino, perderà asprezza e acquisterà corpo pieno. Per me, però, il suo momento di gloria è questo dell'infanzia. 

 







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