venerdì 29 gennaio 2016

A Milano come a Hogwards, virtuosismi di Trenitalia



Parecchi mesi che non prendevo il treno. Certamente da prima del 13 novembre. Ho quindi sperimentato le nuove misure di sicurezza della stazione Termini. Niente di che, alle 7 del mattino tutto scorrevole. Adesso per accedere ai treni c'è una barriera. Controllano se hai il biglietto. Come se un eventuale terrorista attentatore kamikaze o altro genere di disturbatore della società di alto livello si fermasse di fronte all'acquisto di un 'titolo di viaggio'. 



Come consuetudine, sono arrivata prestissimo. E, come consuetudine, il binario del mio treno non c'era ancora. Così, guardandomi intorno ho riconosciuto una amica di fb mai vista nella vita vera e l'ho fermata. Due chiacchiere per sancire il passaggio dal virtuale al reale fanno sempre piacere. 
E poi, il treno. Binario 4 invece che 5. Carrozza 5. Non sono dettagli inutili. Perché, a quanto pare, il cambio di binario porta sconvolgimenti inenarrabili nella vita di ogni treno. Così arrivati alla carrozza 5 scopriamo che si è trasformata in una carrozza bar ristorante. I nostri posti non esistono. Un po' come trovarsi alla stazione di Londra per prendere il treno per Hogwards in partenza dal famoso binario 9 e 3/4. Si forma ovviamente un grumo di viaggiatori interdetti e spiaccicati nel corridoio. La porta è occupata da alacri inservienti intenti a caricare ogni sorta di cibo e bevande, talmente motivati da ignorare anche fisicamente i passeggeri smarriti. A ripetuta domanda, uno di loro risponde con vaga sufficienza: “abbiamo cambiato materiale. Ogni informazione va chiesta al capotreno che si trova nella carrozza 3”. A parte che, riferito a un treno, precisamente cosa significa 'materiale'? Treno medesimo, immagino. E poi dicono del politichese... In più, mi chiedo: perché se c'è un problema evidentemente prevedibile alla carrozza 5 il capotreno se ne sta alla 3, aspettando benevolo che i passeggeri scarpinino da una carrozza all'altra? Misteri della professionalità. 
Alla fine si scopre che la carrozza 5 si è mutata para para in 9 e che, chissà perché, i posti sono diventati 'a piacere'. Chi può supera in civiltà Trenitalia e rispetta i numeri sul biglietto. 

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