venerdì 17 luglio 2015

Due giornate in una senza cambiare fuso orario



Possibilità che solo un viaggio offre: vivere due giornate in una. Ma non è una acrobazia da fuso orario. Piuttosto una prova di resistenza tutta europea alla quale mi sono sottoposta volontariamente e con temerario sprezzo del pericolo. Tanto più che è venerdì 17 e, dilla come ti pare, l'inciampo può sempre essere dietro l'angolo. Ma vivere noiosamente, o almeno con calma, proprio non ce la faccio? Mi domando talvolta. No. Non ce la posso fare. 


Dunque il viaggio é semplice semplice e diretto, Manchester-Roma, nemmeno tre ore, che vuoi che sia, quasi una passeggiata. Il problema si annida nell'orario. L'unico volo tra Manchester e Roma è un Ryanair che parte alle 6.30 del mattino. E io sono a Lancaster. 
Dunque il viaggio si svolge così. Partenza da casa di Flaminia alle 2 di notte in taxi. In dieci minuti sono al parcheggio notturno dei bus. 


Sono sola nel buio con un bel vento ringhioso che mi sbatacchia per una mezzoretta. Arriva il bus e in un paio d'ore sono a Manchester airport. Lì c'è la trafila dei terminal, ma ormai sono veterana e vado anche senza guardare le indicazioni. 
Il volo parte alle 6.30. C'è il tempo di un caffè e un toast. Arrivo a Roma alle 10.10 local time. La temperatura è salita di almeno 20 gradi rispetto alla partenza. Così mi piace.
Rinvigorita dal caldo, prendo il bus per Termini. Una questione di principio perché i tassisti di Ciampino sono poco raccomandabili e non mi va di spendere un centesimo con loro. Il bus è un'oasi di civiltà inaspettata. Nuovo, pulito, autista cortese, Wi-Fi con username e password stampati sul biglietto. In 40 minuti sono a Termini. Brevissimo tragitto fino ai taxi, dove becco una driver donna molto simpatica, che mi porta a casa con il tragitto miracolosamente più breve. 
Una doccia, abiti un po' a casaccio e al lavoro in scooter. Arrivo al Palazzo dell'informazione intorno alle ore 12. Circa 10 ore dalla sveglia. 
E qui comincia la mia seconda giornata. Indosso rapidamente i panni diversi e mi calo nella routine, si fa per dire, lavorativa. Come sempre niente pranzo. Ora di uscita, le 20 minuto più, minuto meno. Sarebbe a dire altre otto ore filate. Pare senza incidenti. Spengo verso mezzanotte. 22 ore a molla.
Diciamo che è un record che ho voluto incidere nella mia storia personale. 

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