sabato 30 gennaio 2016

A Milano come a Hogwards, virtuosismi di Trenitalia



Parecchi mesi che non prendevo il treno. Certamente da prima del 13 novembre. Ho quindi sperimentato le nuove misure di sicurezza della stazione Termini. Niente di che, alle 7 del mattino tutto scorrevole. Adesso per accedere ai treni c'è una barriera. Controllano se hai il biglietto. Come se un eventuale terrorista attentatore kamikaze o altro genere di disturbatore della società di alto livello si fermasse di fronte all'acquisto di un 'titolo di viaggio'. 



Come consuetudine, sono arrivata prestissimo. E, come consuetudine, il binario del mio treno non c'era ancora. Così, guardandomi intorno ho riconosciuto una amica di fb mai vista nella vita vera e l'ho fermata. Due chiacchiere per sancire il passaggio dal virtuale al reale fanno sempre piacere. 
E poi, il treno. Binario 4 invece che 5. Carrozza 5. Non sono dettagli inutili. Perché, a quanto pare, il cambio di binario porta sconvolgimenti inenarrabili nella vita di ogni treno. Così arrivati alla carrozza 5 scopriamo che si è trasformata in una carrozza bar ristorante. I nostri posti non esistono. Un po' come trovarsi alla stazione di Londra per prendere il treno per Hogwards in partenza dal famoso binario 9 e 3/4. Si forma ovviamente un grumo di viaggiatori interdetti e spiaccicati nel corridoio. La porta è occupata da alacri inservienti intenti a caricare ogni sorta di cibo e bevande, talmente motivati da ignorare anche fisicamente i passeggeri smarriti. A ripetuta domanda, uno di loro risponde con vaga sufficienza: “abbiamo cambiato materiale. Ogni informazione va chiesta al capotreno che si trova nella carrozza 3”. A parte che, riferito a un treno, precisamente cosa significa 'materiale'? Treno medesimo, immagino. E poi dicono del politichese... In più, mi chiedo: perché se c'è un problema evidentemente prevedibile alla carrozza 5 il capotreno se ne sta alla 3, aspettando benevolo che i passeggeri scarpinino da una carrozza all'altra? Misteri della professionalità. 
Alla fine si scopre che la carrozza 5 si è mutata para para in 9 e che, chissà perché, i posti sono diventati 'a piacere'. Chi può supera in civiltà Trenitalia e rispetta i numeri sul biglietto. 

mercoledì 27 gennaio 2016

Maggioranze nel pallone


Palazzo Madama, Transatlantico. L'intervento di Matteo Renzi sulla mozione di sfiducia al governo è finito da poco. Le dichiarazioni di voto promettono di trascinarsi per le lunghe. Stanco via vai tra e buvette. Senatore PD protesta: "qui si vota fino a tardi stasera, è un problema, non possiamo vedere la partita!!!". Pausa. Riflessione. "Ma io vado, tanto ad assicurare la maggioranza c'è Verdini ...". Maggioranze nel pallone.

mercoledì 20 gennaio 2016

Il suicidio del Senato




Oggi il Senato vota la sua dissoluzione. Pensatela come volete, ma a me dispiace e non sono affatto convinta che la riforma Boschi migliorerà il processo legislativo del Paese. Certo che il bicameralismo perfetto era farraginoso e bloccante, ma la soluzione trovata non mi convince. 


Sono voluta venire qui, a Palazzo Madama, per assistere all'ultimo giorno. Renzi riesce a rendere incandescente un'aula mezza morta. Provocazioni e polemiche forse non necessarie se si ha autorevolezza. Toni da comizio della Prima Repubblica. 
Un'era va in pensione. E proprio il giorno del mio compleanno... 



lunedì 28 dicembre 2015

Burocrazia sprint, miracolo a Roma



Voglio chiudere l'anno con un racconto positivo quanto inaspettato. Ovvero, eppur si muove...!!!
Passaporto nuovo, carta di identità, aggiunta del cognome della madre a quello del padre. Ovvero una full immersion nella burocrazia. Romana per di più. Tre mostri che erano in agguato da parecchio tempo e mai mi decidevo ad affrontare. E invece, in mezza mattinata, dico 'mezza mattinata', ho fatto tutto. Senza raccomandazioni, vie preferenziali, artifici di alcun genere. Insomma, la burocrazia di Roma funziona. Non è uno scherzo, ma una sorpresa. Certo, avevo tutto l'occorrente a portata di mano, fotografie, conti correnti, marche da bollo. E tuttavia, non ho potuto fare a meno di rimanere basita. 
Giorni di Natale, va bene. Ma se c'è meno gente in giro anche gli impiegati saranno a ranghi ridotti, no? 
Primo step la mia carta di identità. Delegazione del II municipio, ore 9. L'impiegata addetta alle informazioni, gentile e competente, mi da un modulo da riempire e prendo il numero. Sono le 9.16. Il mio 'appuntamento' allo sportello è alle 9.33. Nel frattempo Flaminia, alle prese con la volontà di aggiungere il mio cognome al suo va  all'ufficio Rapporti con il pubblico. In un batter d'occhio ha tutte le coordinate per risolvere il problema: istanza alla Prefettura, marca da bollo di x euro (non mi ricordo), documento di identità. All'idea della Prefettura mi si fa notte... Figuriamoci... Inferno dantesco, come minimo... 
Nel frattempo scoccano le 9.33 e alle 9.34 mi chiamano. In 10 minuti la mia carta di identità è pronta e possiamo passare alle due pratiche successive. 
Per il passaporto avevamo già tutto il necessario. Quindi: posto di polizia al Collegio romano. Zero attesa. Due poliziotti, una donna è un uomo, gentilissimi, prendono i documenti. "Devi ripartire il 30 dicembre? Oggi è il 22... ". Già prospettavo un ritorno in Uk con carta di identità e relativi problemi con la security britannica, già parecchio meticolosa di suo è resa appena un po' più intollerante dai recenti avvenimenti. Invece, le parole magiche: "nessun problema, torna il 29 mattina e il tuo passaporto sarà pronto". E sono stati pure di parola! Tempo per entrare in commissariato ed espletare la cosiddetta pratica: 20 minuti. 
Galvanizzate dalla fortuna, affrontiamo di piglio la Prefettura. E pure qui, miracolo a Roma. Ufficio Rapporti con il pubblico professionale e cortese. Consegnamo l'istanza in quattro e quattr'otto. Non mi pareva vero! Certo, per avere il 'responso' ci vorrà circa un anno, ci hanno detto... Evvabbè, suvvia, nessuno è perfetto...