giovedì 17 ottobre 2013

Fumo e furti

Ambiente libre de humo de tabaco: il cartello segue con insistenza la popolazione quasi ovunque. In Costarica le sigarette costano poco, e' vero, un paio di euro a pacchetto, ma non si può fumare da nessuna parte. Nei locali non se ne parla proprio. Ma nemmeno nei parchi, fossero anche parchetti piccoli piccoli di cittadine sperdute. A Barra Honda i due fumatori devono andare oltre il cartello di benvenuto nel parco per accendere. Sempre. In tutto Manuel Antonio e a Monteverde non si può fumare. Il che vuol dire che chi vuole  trascorrere una giornata in spiaggia o nella foresta primaria le sigarette deve lasciarle a casa. Anche perché nessuno dei baretti accanto all'ingresso / uscita permette la boccata liberatoria. 
Il tutto pero' senza l'isterismo salvifico che accompagna queste iniziative in Usa o in Europa. Nessuna scritta minacciosa sui pacchetti, per esempio.  Qui è tutto accettato molto tranquillamente. Infatti non ho ancora conosciuto un 'tico' che fuma. 
Ben diverso il discorso dei furti che sono invece considerati del tutto accettabili nella mentalità comune. Il senso etico e' rovesciato. Se  racconti di aver subito un furto le persone hanno lo stesso atteggiamento che noi avremmo se ci dicessero che qualcuno ha fumato in un posto proibito. Un sorriso, una scrollata di spalle. Nel migliore dei casi un benevolo consiglio del 'senno di poi':
mai perdere di vista il bagaglio, eh sono molto abili bisogna stare attenti, anche io una volta... bla bla... Insomma, niente di più che ragazzacci. Dei quali sotto sotto si ammira la destrezza. 
 
Indignazione o onore nazionale contaminato no, davvero no. Rubare e' socialmente deprecabile ma certo meno che fumare. 
Non a caso, la primissima cosa che mi ha colpito arrivando a San Jose', sono state le case-gabbia. Ovvero: le villette non hanno grate di protezione alle finestre come i nostri primi piani, ma sono letteralmente racchiuse da inferriate, patio e tetto compresi. L'effetto e' proprio quello della gabbia dello zoo. Vivono dietro le sbarre. Tutti in città, ma molto anche in campagna. Ho visto anche la baracca di un cantiere circondata di inferriate... Prefabbricate?
Pero', questo caso caldeggerei,  pur da non fumatrice, più posacenere meno sbarre. 

Pensare ecologico

Non vorrei fare il panegirico della neofita, pero' mettendo insieme alcuni dati piluccati nelle settimane mi pare di poter dire che una delle principali caratteristiche del Costarica sia pensare ecologico. Che è cosa ulteriore rispetto ad avere comportamenti politicamente corretti. 
Per esempio,  Costarica copre al 100 x 100 il suo fabbisogno di elettricità con impianti ecologici e sfrutta solo le risorse naturali locali.  Non compra all'estero ma investe in impianti puliti.  Il lago ai piedi del vulcano Arenal  produce il 40 per cento dell'energia nazionale. Negli anni 80 arrivava al 70 per cento ma poi il governo ha messo in funzione nuove centrali. 
In questo paese lavatrici e frigoriferi vengono smaltiti un modo regolare, non si trovano mai, dico proprio mai, al ciglio della strada o nella prima piazzola  disponibile oltre i villaggi, magari in compagnia di ogni altro oggetto non considerato piu utile al benessere casalingo.
Nessuno si sogna di buttare niente per terra e anche il luogo più trasandato ha i contenitori per i rifiuti differenziati. Talvolta così vecchi che sarebbero da smaltire a loro volta, però è il pensiero che conta... Insomma qui il rispetto dell'ambiente e' uno stile di vita, un modo di pensare. 
Altro esempio. Dopo una giornata spesa in montagna, tornando siamo passati per alcuni campi lasciati incolti e popolati solo da mucche. 
In serata Eduardo, uno degli ingegneri forestali, mi ha parlato di un progetto che gli è venuto in mente durante quella camminata. 
'Avere vicini virtuosi per il parco e' positivo. Questi campi lasciati a pascolo non sono un bene. Voglio  andare a parlare con la proprietaria per proporle una iniziativa.   Il parco pianta alberi da frutto sulla sua terra, noi abbiamo un vivaio, sarebbero i nostri alberi, e ci occuperemmo noi di tutto a nostre spese. Farli crescere, potarli, raccogliere la frutta. Per lei sarebbe solo guadagno, ma per Barra Honda avere accanto una azienda produttiva ma rispettosa dell'ambiente sarebbe comunque un vantaggio'  Naturalmente ce ne occuperemmo noi di Barra Honda e per lei sarebbe solo guadagno'. 
Ecco, oltre all'iniziativa, che defininirei di imprenditoria 'eco dinamica', l'episodio mi ha colpito per il pensiero virtuoso sottinteso. Eduardo,camminando dopo una mattinata di lavoro bella sostenuta, non ha pensato al riso con i fagioli , ma  ha riflettuto su come migliorare la vita di tutta la comunità. 
Riflettendoci: la posizione di Eduardo e' compatibile con quella di Saturno? Sono le due generazioni di una  stessa medaglia o sta succedendo esattamente  quello che la storia di solito prevede?  Una classe dirigente locale in sviluppo e preparata che rischia parecchio di essere strangolata dal classico combinato disposto 'nomenclatura quattrini solo- profitto'?


 

lunedì 14 ottobre 2013

Microavventure nei pericoli della foresta

Otto giorni senza salire in montagna. Poi di nuovo la scalata. E scoprire  che la foresta mi è mancata. Sono stata veramente contenta dell'esercizio fisico diciamo impegnativo. E di sentire il sottofondo delle scimmie urlatrici. Ritrovare i rituali dell'ultimo mese e accorgermi che sono già familiari e per questo in qualche modo rilassanti. 
'Fare casetta' lo definisce Lucia. In sostanza si tratta di trasformare qualsiasi luogo in casa propria, volendo bene principalmente a se stessi e per osmosi al posto dove si sta. 
Certo, più facile a dirsi che a farsi. Chi nella foresta non ci è nato e cresciuto spesso e' del tutto inconsapevole di ciò a cui va incontro.  
Esempi di microavventure. Durante una camminata ho messo la mano su un ramo già occupato da una formica che mi ha morso e da tre giorni ho un dito salsiccia.
Disboscando con il machete una piantagione di sterlizie ( quelle che a Roma costano un occhio della testa qui sono erbacce infestanti) sono incappata in alcuni nidi di vespe e mi sono beccata due punture. Loro vedono i nidi e se vengono punti si dispiacciono un po' e basta. Io ho continuato a lavorare ma solo dopo un bagno nel cortisone e devo dire che per la prima volta ero abbastanza spaventata. Infatti Jerome, il francese che lavorava con me, si è imboscato alla grandissima. 
Ancora. Nel portico del cottage dove vivono i ranger e dove spesso si resta a chiacchierare c'è un nido di vespe shocking: se ti beccano muori e basta. Be' mica viene tolto. Si limitano ad avvertirti. E ci convivono. 
Un ramo spinoso tipo acacia che male può fare? Moltissimo se le spine contengono formìche avvelenate...  
Infine, se, metti caso, dovessi trovare cacca di pipistrelli nel tuo bagno, niente di più facile che un giorno il medesimo (o i medesimi chissà...) ti svolazzino per la stanza. Normale, no? 

Amici pluviali 9

Nella ragnatela c'è il ragno, proprio al centro come si conviene