sabato 5 ottobre 2013

A caccia di farfalle con l'ananas

Notizia: dimenticate il retino modello vispa Teresa, le farfalle si cacciano con l'ananas marcio (o quasi). Almeno questo e' il 'metodo Barra Honda'. E qui se  ne intendono perché ci sono migliaia di farfalle ovunque e si posano anche sulle mani se uno sta fermo un minuto. Nella laboriosa attività del parco c'è quindi anche il Butterfly project', un metodo indolore per studiare le farfalle. Indolore per loro, perché per chi partecipa all'avventura e' un vero massacro per circa 8 ore. Roba che i camalli genovesi sono dei rammolliti. 
Allora si parte alle 5 del mattino, lunch al sacco. Nella foresta pluviale albeggia. In sottofondo le scimmie urlatrici fanno il loro lavoro di urlatrici con grande impegno: e' una specie di ruggito molto lungo. O forse un barrito. Vabbe' insomma, tutto sembrano tranne scimmie... 
Il primo tratto, i soliti 2 km a pendenza 8, ormai non lo considero nemmeno più, ma comunque cibsi arriva già completamente zuppi di sudore. Poi ci si addentra nella foresta facendosi largo con l immancabile machete (me lo compro, ho deciso, nemmeno io posso vivere senza...) fino a alcuni punti scelti sicuramente con un criterio scientifico che però a me sfugge. I siti sono sempre tre, non lontani tra loro. A questo punto si montano le trappole. Sono reti fitte leggerissime tipo zanzariere con uno scolapasta in cima ( non scherzo) e in fondo un piatto di metallo tenuto con delle corde a 10 cm di distanza dalla rete. Sul piatto l'ananas invecchiato 10 giorni (insomma, marcio). queste reti vanno appese agli alberi a tre differenti altezze, 2 metri, 4 metri e 6 metri. Tre siti con tre reti ciascuna a una altezza. I siti si visitano ogni mezz'ora e si prendono le farfalle attratte dall'effluvio dell'ananas, si catalogano e si lasciano libere di nuovo. Tra un sito e l'altro ci sono centinaia di metri scoscesi a salire e a scendere, ci si deve arrampicare e inerpicare, spesso attaccandosi agli alberi e scivolando tra fanghi e liane. Attenzione però, avvertono i solerti ranger con un filo di ironia,  guardate dove mettete mani e piedi: ci sono scorpioni e ragni velenosi nonché alberi con spine maligne. E perfino rami con spine contenenti diaboliche formìche urticanti (non è il nome scientifico... :) ). Insomma pericolo, avventura, scienza... 
Tornati al campo, si trasferiscono i dati sul pc,  completi di foto delle farfalle con nome scientifico. Questa parte e' noiosissima. 





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